Hai mai sentito parlare di recidiva ortodontica?

Te ne accorgi davanti allo specchio, di solito per caso. Un incisivo inferiore che si è girato appena, una sovrapposizione che prima non c’era. Hai portato l’apparecchio per due anni da ragazzo e adesso, a trenta o quarant’anni, quel lavoro sembra essersi sciolto. Si chiama recidiva ortodontica, ed è la cosa più comune che vediamo in studio su pazienti adulti. Prima di tutto il resto, due cose che vale la pena dire subito: non dipende da te e non significa che il trattamento fosse stato fatto male. Il motivo vero è un altro ed è più semplice e più scomodo di quello che ti aspetti.

Perché i denti si spostano dopo l’apparecchio?

La verità è che i denti non “tornano” storti. Non hanno mai smesso di muoversi. L’American Association of Orthodontists lo dice in tre parole: “our teeth never stop moving” — i nostri denti non smettono mai di spostarsi.

Il movimento è lo stato normale di un dente, non l’eccezione. L’apparecchio non lo ferma: lo indirizza per un periodo. Quando l’apparecchio esce di bocca, il movimento riprende da dove era rimasto e,  senza qualcosa che lo trattenga, riprende nella direzione da cui veniva.

Il legamento che tiene il dente ha memoria

Ogni dente non è incastrato nell’osso: è sospeso dentro l’alveolo da un sistema di fibre elastiche, il legamento parodontale. Quelle fibre si tendono quando il dente viene spostato e, come un elastico, tendono a riportarlo indietro. Si riorganizzano, ma impiegano mesi. Alcune fibre più profonde, quelle che corrono sopra la cresta ossea, ci mettono molto di più. È per questo che i primi mesi dopo la rimozione sono i più delicati in assoluto.

L’osso si rimodella più lentamente del dente

Quando un dente si sposta, l’osso intorno deve disfarsi da un lato e ricostruirsi dall’altro. Il dente arriva in posizione prima che l’osso abbia finito di consolidarsi dietro di lui. In quella finestra il dente è in posizione corretta ma non ancora stabile. Toglierlo dalla contenzione in quel momento è come togliere l’impalcatura prima che il cemento abbia preso.

I denti si spostano per tutta la vita, anche in chi non ha mai messo l’apparecchio

Questo è il punto che quasi nessuno dice, e che cambia il modo di leggere tutto il resto. L’affollamento degli incisivi inferiori che compare tra i venticinque e i quarant’anni non è un’esclusiva di chi ha fatto ortodonzia. Capita anche a chi non ha mai visto un bracket in vita sua. L’AAO lo elenca tra i cambiamenti fisiologici del sorriso legati all’età, insieme ai denti che sembrano più lunghi, agli spazi che si aprono e al morso che si approfondisce. La differenza è che chi ha fatto il trattamento ha un “prima” con cui confrontarsi, e se ne accorge. Chi non l’ha fatto pensa semplicemente di essere sempre stato così.

Quindi non è un lavoro fatto male

Nella stragrande maggioranza dei casi, no. Un trattamento ortodontico riuscito e una recidiva a dieci anni di distanza non sono in contraddizione: sono due fasi diverse dello stesso percorso, e la seconda dipende da cosa è successo dopo la rimozione.

Se ti sei accorto che qualcosa si è mosso, la prima cosa utile è farlo guardare. Prenota una valutazione da Igea Odontoiatria: capire se si è spostato poco o molto cambia completamente quello che serve fare.

Come prevenire la recidiva ortodontica dopo il trattamento

Con la contenzione e portandola molto più a lungo di quanto quasi tutti immaginano. Non esiste una seconda strada: non ci sono esercizi, prodotti o accorgimenti che tengano i denti fermi al posto di un dispositivo di contenzione. La British Orthodontic Society è netta su entrambi i punti: “Almost every patient who has had orthodontic treatment needs to wear retainers” — quasi tutti i pazienti che hanno fatto un trattamento ortodontico hanno bisogno della contenzione. E sulle conseguenze: “If you do not wear these retainers then your teeth will go crooked again” – se non indossi queste mascherine di contenzione, i tuoi denti torneranno storti.

La contenzione fissa

È un filo sottile incollato sulla faccia interna dei denti anteriori. Non si vede, non si toglie e non dipende dalla tua memoria: è il suo vantaggio principale. In cambio chiede un’igiene più attenta, perché il filo trattiene placca dove lo spazzolino arriva peggio e chiede controlli periodici. Se si scolla anche solo in un punto, smette di funzionare e, spesso, il paziente non se ne accorge finché il dente non si è già mosso.

La contenzione mobile

Mascherine trasparenti o dispositivi in resina e filo metallico, da portare secondo lo schema che ti viene indicato, in genere di notte. Funzionano bene, a una condizione: che tu le indossi davvero. È qui che si perde la maggior parte dei risultati, e quasi mai per cattiva volontà — semplicemente passano gli anni, uno la dimentica in vacanza, poi per un mese, poi non entra più e finisce in un cassetto.

Per quanto tempo va portata davvero la contenzione?

Questa è la domanda che ci fanno tutti e la risposta onesta non piace a nessuno: a tempo indeterminato. Non significa dormire con una mascherina tutte le notti per sempre. Significa che dopo la fase iniziale, più intensa, si passa a un uso ridotto, spesso poche notti a settimana, che va mantenuto nel tempo. La contenzione a lungo termine, limita anche i cambiamenti dei denti legati all’età. Chi te lo dice all’inizio ti sta trattando da adulto. Chi ti dice “sei mesi e poi sei a posto” ti sta facendo un favore a breve termine e un danno a lungo termine.

I tre modi in cui si perde il risultato:

  • La contenzione fissa si scolla e non te ne accorgi. Va controllata anche quando non dà fastidio.
  • La mobile viene abbandonata gradualmente. Non c’è un giorno in cui smetti: smetti e basta e te ne accorgi anni dopo.
  • La mascherina non entra più. Non è che si è ristretta: sono i denti che si sono mossi. Rimetterla a forza non li riporta indietro ed è il momento di farsi vedere, non di insistere.

Se hai una contenzione che non controlli da anni, o una mascherina che non usi più, scrivici o fissa un controllo. Dieci minuti adesso valgono molto più di un secondo trattamento tra cinque anni.

I denti del giudizio c’entrano?

Meno di quanto si creda e sicuramente non quanto basta per farne il colpevole unico. È una convinzione diffusa: i denti del giudizio spingono e accavallano gli incisivi inferiori. La realtà clinica è più sfumata. L’affollamento tardivo degli incisivi compare anche in persone che i denti del giudizio non li hanno mai avuti o se li sono fatti togliere a vent’anni. Ed estrarli non è una garanzia di stabilità: non sostituisce la contenzione e non la rende superflua. La nostra posizione in studio è questa: i denti del giudizio si valutano per quello che fanno nel singolo caso, se sono inclusi, se creano infiammazione, se sono impossibili da pulire non come assicurazione contro la recidiva. Se qualcuno ti propone di toglierli per tenere dritti i denti davanti, chiedi di vedere su cosa si basa.

Se i denti si sono già spostati: cosa si può fare?

Dipende da quanto. È letteralmente la prima cosa che misuriamo.

Se si sono mossi poco

In alcuni casi è sufficiente una nuova contenzione, eventualmente attiva, per recuperare la posizione e tenerla. L’AAO conferma questa logica: se lo spostamento è contenuto, un nuovo dispositivo può bastare. È l’esito migliore possibile ed è il motivo per cui conviene farsi guardare quando il movimento è appena visibile e non quando è evidente.

Se si sono mossi molto

Serve un nuovo ciclo di trattamento. Più breve del primo, quasi sempre, perché si parte da una situazione già corretta una volta ma è un trattamento vero, con i suoi tempi.

Rifare l’ortodonzia da adulti

È la ragione numero uno per cui un adulto torna da un ortodontista e qui vale la pena smontare un timore. Non è mai troppo tardi e l’età non è di per sé un ostacolo. Due differenze reali rispetto a un adolescente, però, esistono e preferiamo dirle prima:

  • I tempi possono essere più lunghi. Nell’adulto i denti sono ancorati all’osso più saldamente e spostarli richiede più tempo.
  • Le gengive vanno valutate prima di muovere qualsiasi cosa. È il punto su cui in studio siamo rigidi. Spostare denti su un parodonto infiammato significa peggiorare il parodonto. Se c’è una situazione gengivale da sistemare, si sistema prima. Non è una perdita di tempo, è la condizione perché il resto funzioni.

E poi c’è il motivo per cui un adulto si tratta davvero e non è l’estetica. Ecco le ragioni cliniche: denti mal allineati che producono usura eccessiva, difficoltà di pulizia che portano a malattia gengivale, problemi di masticazione. Chi arriva dicendo “non mi piace più come sorrido” scopre spesso di avere anche un dente consumato in modo asimmetrico o una gengiva che si ritira in un punto preciso. Se stai valutando i costi di un secondo trattamento, abbiamo spiegato quali voci compongono un preventivo ortodontico nell’articolo su quanto costa l’apparecchio ai denti dove, non a caso, la contenzione è la voce che manca più spesso.

Recidiva ortodontica a Palermo: come la gestiamo in Igea

Siamo in Piazza Vittorio Emanuele Orlando 15, vicino al Palazzo di Giustizia. L’ortodonzia è seguita dal Dott. Cristian Romano.

Su contenzione e recidiva lavoriamo così:

  1. La contenzione è parte del trattamento, non un di più. Entra nel piano e nel preventivo dall’inizio, perché un trattamento ortodontico non finisce il giorno in cui si rimuove l’apparecchio.
  2. I controlli di contenzione sono programmati, anche quando tutto sembra a posto. Il filo che si scolla non fa male e non si vede: si trova solo guardandolo.
  3. Se arrivi da un trattamento fatto altrove, non serve che tu abbia la documentazione. Guardiamo la situazione di oggi e ti diciamo se basta una nuova contenzione o se serve altro.
  4. Se la risposta è “non serve fare niente”, te lo diciamo e fissiamo un controllo.

Puoi verificare l’iscrizione all’albo di qualunque professionista, compresi i nostri, sul portale della FNOMCeO. Il riferimento scientifico nazionale della disciplina è la Società Italiana di Ortodonzia.

Domande frequenti

Perché i denti si spostano dopo l’apparecchio?

Perché non hanno mai smesso di muoversi: secondo l’American Association of Orthodontists i denti continuano a spostarsi per tutta la vita. Dopo la rimozione dell’apparecchio agiscono il legamento parodontale, che tende a riportare il dente nella posizione precedente, e l’osso, che non ha ancora finito di consolidarsi. A questo si somma lo spostamento fisiologico legato all’età, che riguarda anche chi non ha mai fatto ortodonzia.

Come prevenire la recidiva ortodontica dopo il trattamento?

Con la contenzione, fissa o mobile, portata secondo lo schema indicato dall’ortodontista e mantenuta nel tempo. Non esistono alternative: nessun esercizio o prodotto tiene i denti in posizione al posto di un dispositivo di contenzione. Servono inoltre controlli periodici, perché una contenzione fissa può scollarsi senza che il paziente se ne accorga.

Per quanto tempo va portata la contenzione?

A tempo indeterminato. La British Orthodontic Society afferma che più a lungo si porta la contenzione, più a lungo i denti restano allineati, e l’American Association of Orthodontists indica che idealmente andrebbe portata per il resto della vita. Dopo la fase iniziale si passa in genere a un uso ridotto, spesso notturno e per poche notti a settimana.

La contenzione fissa può staccarsi?

Sì, ed è il motivo per cui va controllata periodicamente. Uno scollamento anche parziale non provoca dolore e spesso non è visibile: il paziente se ne accorge quando il dente si è già spostato.

I denti del giudizio fanno tornare storti i denti?

Non sono il colpevole che si crede. L’affollamento tardivo degli incisivi inferiori compare anche in chi non ha i denti del giudizio, e la loro estrazione non sostituisce la contenzione né garantisce la stabilità. Vanno valutati per la loro condizione specifica, non come prevenzione della recidiva.

Si può rifare l’ortodonzia da adulti?

Sì. Secondo l’American Association of Orthodontists l’età non impedisce un trattamento ortodontico. Nell’adulto i tempi possono essere più lunghi perché i denti sono ancorati più saldamente all’osso, e lo stato delle gengive va valutato prima di iniziare qualsiasi movimento.

In sintesi

La recidiva ortodontica è lo spostamento dei denti dopo la rimozione dell’apparecchio, ed è il motivo più frequente per cui un adulto torna da un ortodontista. Secondo l’American Association of Orthodontists i denti non smettono mai di muoversi: lo spostamento è un processo fisiologico che continua per tutta la vita e riguarda anche chi non ha mai fatto ortodonzia. Dopo la rimozione dell’apparecchio agiscono il legamento parodontale, che tende a riportare il dente nella posizione originaria, e l’osso, che impiega mesi a consolidarsi. L’unico modo per prevenire la recidiva è la contenzione, fissa o mobile. La British Orthodontic Society afferma che quasi tutti i pazienti trattati ortodonticamente hanno bisogno di una contenzione. La contenzione va portata a tempo indeterminato: idealmente andrebbe mantenuta per il resto della vita, con uso ridotto dopo la fase iniziale. I denti del giudizio non sono la causa principale dell’affollamento tardivo e la loro estrazione non sostituisce la contenzione. Se i denti si sono spostati poco può bastare una nuova contenzione; se si sono spostati molto serve un nuovo ciclo di trattamento.

Igea Odontoiatria si trova in Piazza Vittorio Emanuele Orlando 15 a Palermo. L’ortodonzia è seguita dal Dott. Cristian Romano.

Falli guardare prima che si muovano ancora

Se ti sei accorto che qualcosa è cambiato, la differenza tra una nuova contenzione e un secondo trattamento la fa il momento in cui te ne occupi. Una valutazione dura mezz’ora e spesso si chiude con una buona notizia.

Prenota una valutazione da Igea Odontoiatria oppure chiamaci allo 091 9741317. Siamo aperti dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 19:30 e il sabato dalle 9:00 alle 13:00.

Puoi approfondire i nostri trattamenti di ortodonzia e l’igiene e prevenzione, che con una contenzione fissa in bocca diventa una parte del percorso e non un accessorio.

Se invece hai figli e ti stai chiedendo quando portarli la prima volta, trovi la risposta nell’articolo su a che età si fa la prima visita dall’ortodontista.

Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce una visita odontoiatrica. Ogni caso clinico è diverso e richiede una valutazione individuale. Igea Odontoiatria — Piazza Vittorio Emanuele Orlando 15, 90138 Palermo. Direttore sanitario: Dott. [NOME DA INSERIRE]. Iscrizione all’Albo degli Odontoiatri della Provincia di Palermo.